Come si fanno i cosmetici Marzo 2, 2016

Oggi sono nel mood maestrina — roba che mi sto antipatica da sola — perciò ho deciso di raccontarti come si fanno i cosmetici.
Tutte le volte che dico “mi faccio le creme da sola” mi guardano come se fossi pazza. Gli adulti. Le figlie delle amiche invece mi fanno lo sguardo a cuore, soprattutto se mi presento con un barattolo tailored, con Hello Kitty sull’etichetta e il loro nome sopra. Invece fare una crema cosmetica è facile e alla portata di tutti: sai cucinare? Allora sai fare una crema!
Nessuno invece mi ha mai chiesto il perché, quando invece è la cosa più importante: posso decidere io l’INCI della mia crema, scegliere cosa ci metto dentro e solo per questo vale la pena di fare lo sforzo!

CHE COS’E’ UNA CREMA?
Una crema è un’emulsione, ovvero un “sistema costituito da un liquido disperso in un altro liquido o da un solido disperso in un mezzo gelatinoso” (cit. Treccani). Una crema cosmetica in genere è un’emulsione di olio in acqua.

Sai bene che acqua ed olio non vanno d’accordo e tendono a separarsi, pertanto ti serve un emulsionante, cioè una sostanza che li costringa ad unirsi, mescolarsi e rimanere insieme. Di emulsionanti ce ne sono una marea, dalla lecitina di soia che trovi al supermercato all’emulsionante chimico che usano le grandi case cosmetiche. In mezzo, ce ne sono anche alcuni di origine vegetale e sono quelli che uso io.

L’emulsionante quindi convince acqua ed olio a stare insieme, tipo terapia di coppia, ma dire “acqua” e dire “olio” è un po’ troppo generico. Nel settore cosmetico si parla di “fasi”: c’è una fase acquosa e una fase grassa che compongono la crema cosmetica e che in genere vengono emulsionate tra di loro dopo essere state scaldate — esiste anche un’emulsione a freddo ma non vorrei farla troppo complicata. Quando l’emulsione si sarà raffreddata potrai aggiungere una terza fase, composta da tutti quegli ingredienti che devono essere tenuti lontani dal calore, altrimenti rischiano di rovinarsi.

Vediamo insieme le varie fasi:

  • La fase acquosa non è solo acqua, ma può anche essere un infuso — ad esempio per mia mamma che ha la pelle sensibile ne ho realizzata una a base di erbe calmanti e lenitive come la camomilla e la calendula. Poi contiene anche altri ingredienti, come il glicerolo vegetale e gli addensanti, che fanno in modo che la crema abbia una bella consistenza e non sia liquida. Alla fine, la fase acquosa è più un gel che un liquido.
  • La fase oleosa, o grassa, della crema è composta da tutti gli oli ed i burri scelti, e visto che la preparo per me scelgo oli pregiati, come quello di Argan, e burri nobili come quello di Karité o quello di Cacao.
  • La terza fase, o fase a freddo, è composta da tutte sostanze attive che rischiano di deteriorarsi col calore e che, alla fine, caratterizzano la mia crema: sostanze idratanti, antiage, elasticizzanti, ecc. In questa fase si aggiunge anche il profumo e il conservante.

Nella pratica: dopo aver preparatola fase acquosa e la fase oleosa — se ti va in un altro post ti racconterò meglio come si preparano — le devi scaldare. Io in genere preferisco usare il microonde per la fase acquosa (mi sbrigo prima), e il bagnomaria per la fase grassa perché mi da un maggiore controllo sulla temperatura ed è un metodo più dolce, con il quale non rischio di bruciare gli oli e i burri. Dopo averle scaldate le mescoli — io verso la fase grassa in quella acquosa. Puoi usare la frusta a mano, oppure il frullatore ad immersione. Se la temperatura è giusta (tra i 60° e gli 80°C, ma dipende dagli ingredienti che hai scelto) l’emulsione si forma subito e diventa bianca e cremosa. La vedrai diventare sempre più consistente man mano che si raffredda. Una volta che è a temperatura ambiente puoi aggiungere la terza fase e travasare la tua crema nel contenitore che hai scelto per conservarla.

Fin qui tutto chiaro? Fammi sapere nei commenti se l’argomento t’interessa: potrei fare una serie di post dedicati alle varie fasi, agli ingredienti attivi e quelli funzionali, per farti entrare nel mio mondo.

Ah, prima che mi dimentichi: i cosmetici che trovi nello shop sono nati così, ma ovviamente oggi vengono prodotti in un laboratorio chimico cosmetico autorizzato. In Europa l’autoproduzione di cosmetici è consentita solo per “uso personale” e non per la vendita….ti ricorda qualcosa?! 😉

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